Intervista al Prof. Antonio Giuditta, di Florinda Balli – Rivista Mutamenti

La giornalista e autrice di Lugano, Florinda Balli, presente al Primo Congresso di Coscienziologia – ICC 2015, ha pubblicato sul blog della sua rivista Mutamenti (www.mutamenti.ch), l’intervista al Prof. Antonio Giuditta che ha presentato al Congresso i suoi studi sulla mente umana iniziati da Bottazzi e da lui proseguiti.

(Di Florinda Balli) La mente è all’origine della materia?

Il professor Antonio Giuditta è un neurobiologo, già docente di fisiologia alla facoltà di scienze dell’Università di Napoli Federico II. Tra i suoi campi di ricerca figura in particolare il ruolo del sonno nel processo di memorizzazione. Esso non riguarda soltanto il sonno paradossale o REM come si pensa solitamente, ma include primariamente anche il sonno profondo  o sonno a onde lente. Quest’ultimo provvede a eliminare le tracce di memoria non essenziali. In un suo recente articolo  Antonio Giuditta ha ipotizzato che le memorie siano inizialmente conservate nelle sinapsi cerebrali ma siano successivamente trasferite al livello quantico nel corso del sonno paradossale. Un altro campo di interesse del professor Giuditta è quello dei fenomeni paranormali, in particolare quelli studiati e registrati in esperimenti effettuati all’inizio del Novecento dal fisiologo della Regia Università di Napoli, Filippo Bottazzi, con la medium Eusapia Palladino. Gli esperimenti riguardavano in particolare il movimento di oggetti a distanza (telecinesi) nei quali la Palladino otteneva risultati spettacolari.
Abbiamo incontrato il professor Giuditta in Portogallo in un recente congresso indetto dalla IAC,  un’associazione internazionale che promuove lo studio e la sperimentazione degli effetti prodotti dalla coscienza sulla materia. Abbiamo colto quell’occasione per interrogarlo sul suo interesse per il paranormale. Gli chiediamo se si è limitato a studiare quanto già fatto da Bottazzi o se ha sperimentato anche per conto suo.
“Ho sperimentato anche in prima persona” ci risponde “ e in particolare ho compiuto numerose registrazioni video di un piatto di plastica sospeso ad un sostegno fisso con un filo sottile e posto a circa due metri da un soggetto.  Ho potuto constatare che ognuna delle persone esaminate (una ventina) è in grado di far ruotare il piatto sul piano orizzontale. Ciò dimostra che le capacità telecinetiche sono fenomeni biologici, come predetto da Bottazzi.”

Vai all’articolo completo: http://www.mutamenti.ch/blog/

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