Trattamento della paralisi nel sonno

Come si cura la paralisi nel sonno? Esiste un trattamento? Questo implica che la paralisi nel sonno sia considerata una patologia. Generalmente, gli scienziati non la considerano una malattia, quindi dispensano dalla necessità di curarla. Durante il sonno REM, la maggior parte dei muscoli del corpo vengono arrestati (eccetto, ovviamene, la respirazione e il movimento degli occhi). Questa paralisi temporanea protegge chi dorme dal ferirsi mentre inconsciamente si muove nel sogno. Come fa il corpo  a paralizzare se stesso? Due sostanze chimiche nel cervello, il GABA e il glicine, che mandano segnali tra le cellule cerebrali, sono responsabili di spegnere i neuroni che permettono ai muscoli di essere attivi. Di solito, il controllo muscolare riprende prima di riacquistare la consapevolezza. Se ci si sveglia prima del completamento di un ciclo di sonno REM, il corpo potrebbe non ritrovare la propria regolare funzione in sincronia con la mente. La paralisi nel sonno allora può essere considerata una forma di invasione nel sonno REM (invasione REM). Perché la PS è una condizione temporanea e apparentemente involontaria? Questo potrebbe spiegarsi con la leggera mancanza di sincronizzazione di un naturale processo notturno.

Quando lo sperimentatore si abitua all’esperienza e capisce che la sua causa è fisiologica o legata alla EFC, si osserva che la paura tende a scemare. Il fatto che la paura può svanire suggerisce che essa non è puramente una reazione biologica. Coloro che credono che la PS debba avere una base biologica pensano che essa  potrebbe essere causata dalla combinazione di una bassa soglia di percezione sensoriale e di un’alta attività nell’amigdala, dato che essa è nota come il “centro emozionale” del cervello. Altri aspetti dell’esperienza comunemente riportati, come la difficoltà di respirazione, sembrano legati a una paralisi dei muscoli delle vie aeree superiori, che provoca sensazioni di soffocamento e asfissia – il che per i principianti potrebbe condurre a immagini oniriche di entità negative che provochino oppressione o soffocamento.

Il Dr. Kevin Nelson (Università del Kentucky, USA) ha statisticamente confermato ciò che coloro che hanno esperienza di EFC sanno da molto tempo: l’EFC è collegata con la paralisi nel sonno. La maggioranza di coloro che hanno avuto esperienze fuori dal corpo hanno avuto la paralisi nel sonno e viceversa. Per questo motivo, il Dr. Nelson sospetta che la corteccia temporo-parietale potrebbe essere collegata alla paralisi nel sonno dato che questa regione cerebrale è importante per l’integrazione delle informazioni degli occhi, orecchie e del corpo che contribuiscono all’orientamento e posizione del sé nello spazio (propriocezione). Egli fa notare che la stimolazione elettrica di questa regione produce esperienze fuori dal corpo, come dimostrato dal Dr. Olaf Blanke (Svizzera). Il Dr. Blanke riferisce di aver usato elettrodi per stimolare il cervello di una donna affetta da epilessia per riuscire a scoprire l’origine delle sue crisi. La ripetuta stimolazione del giro angolare della sua corteccia destra ha causato percezioni simili a EFC.

Alcune persone che soffrono di narcolessia hanno la paralisi nel sonno, ma la hanno anche individui perfettamente sani. Quindi, come si può vedere, la paralisi nel sonno non è solo comune (si stima che il 20-30% delle persone l’hanno sperimentata almeno una volta), ma ha una naturale spiegazione scientifica e la maggior parte degli scienziati la considerano perfettamente innocua. Tuttavia, se si hanno dubbi, se si tratta di più di un semplice spavento per qualcosa che non abbiamo capito, ma piuttosto di qualcosa che sconvolge la qualità di vita, è sempre consigliabile consultare un medico autorizzato, psicologo clinico o psichiatra, se è il caso, in quanto solo questi professionisti certificati sono qualificati per diagnosticare e trattare malattie fisiche e mentali.

Ora, tutto questo non significa necessariamente che non c’è null’altro da dire riguardo alla paralisi nel sonno e alle esperienze extracorporee: solo perché c’è una spiegazione per gli aspetti fisiologici dell’esperienza, ciò non significa che la PS e le EFC siano connesse a esperienze spirituali che vanno al di là del mondo materiale. Le esperienze non sono riducibili a correlati fisici e solo un accumulo di esperienze personali e ulteriori prove scientifiche sono in grado di rivelare se “non c’è di più”. Non è raro per gli sperimentatori di paralisi nel sonno, che permettono lo svolgimento dell’esperienza piuttosto che resisterle, finiscano per avere esperienze fuori dal corpo che trasformano la loro visione del mondo: proprio come coloro che hanno esperienze di pre-morte senza la componente di pre-morte.

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